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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 16:41 :: on Venerdì, 10 Ottobre 2014

Ode alla melagrana. Federico Garcia Lorca.

È la melagrana profumata
un cielo cristallizzato.
(Ogni grana è una stella
ogni velo è un tramonto.)
Cielo secco e compresso
dalle unghie del tempo.

La melagrana è come un seno
vecchio di pergamena,
e il capezzolo si è fatto stella
per illuminare il campo

È un’arnia minuscola
col favo insanguinato,
e le api l’hanno formata
con bocche di donne.
Per questo scoppiando ride
con porpore di mille labbra…

La melagrana è un cuore
che batte sul seminato,

un cuore sdegnoso
dove non beccano gli uccelli,
un cuore che fuori
è duro come il cuore umano
ma dà a chi lo trafigge
odore e sangue di maggio.
La melagrana è il tesoro
del vecchio gnomo del prato,
quello che parlò con la piccola Rosa,
nel bosco solitario.
Quello con la barba bianca
e il vestito rosso.
È il tesoro che ancora conservano
le verdi foglie dell’albero.
Arca di pietre preziose
in visceri di oro vago.

La spiga è il pane. È Cristo
in vita e morte rappreso.

L’olivo è la costanza
della forza e del lavoro.

La mela è il frutto carnale,
sfinge del peccato,
goccia di secoli che tiene
i contatti con Satana.

L’arancio è la tristezza
delle corolle profanate,
così diventa fuoco e oro
ciò che prima era puro e bianco.

Le viti sono la lussuria
che si coagula nell’estate,
e da esse la chiesa ricava,
benedetto, il santo liquore.

Le castagne sono la pace
del focolare. Cose d’altri tempi.
Crepitare di vecchi legni,
pellegrini smarriti.

La ghianda è la serena
poesia del passato,
e il cotogno d’oro debole
la pulizia della salute.

Ma la melagrana è il sangue,
sangue sacro del cielo,
sangue di terra ferita
dall’ago del torrente.
Sangue del vento che viene
dal rude monte graffiato.
Sangue del mare tranquillo,
sangue del lago dormiente.
La melagrana è la preistoria
del sangue che portiamo,
l’idea di sangue, chiuso
in globuli duri e acidi,
che ha una vaga forma
di cuore e di cranio.

O melagrana aperta, tu sei
una fiamma sopra l’albero,
sorella carnale di Venere,
riso dell’orto ventoso.
Ti circondano le farfalle
credendoti un sole fermo
e per paura di bruciarsi
ti sfuggono i vermi.

Perché sei la luce della vita,
femmina dei frutti. Chiara
stella della foresta
del ruscello innamorato.

Potessi essere come sei tu, frutto,
passione sulla campagna!
[COLOR=red]
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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 15:57 :: on Mercoledì, 04 Luglio 2012
Alla mia nazione


Pier Paolo Pasolini

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 19:59 :: on Martedì, 29 Mag 2012
Urlo

Ho visto le migliori menti della mia generazione
distrutte dalla pazzia, affamate, nudem isteriche
trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa
hipster dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celeste
con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua
fredda fluttuando nelle cime delle città, contemplando jazz
che mostravano il cervello al Cielo sotto la Elevated
e vedevano angeli Maomettani illuminati barcollanti su tetti di casermette
che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate bruciando denaro nella spazzatura
e ascoltando il Terrore attraverso il muro
Ho visto le migliori menti della mia generazione che mangiavano fuoco in hotel ridipinti
o bevevano trementina in Paradise Alley, morte, o si purgatoriavano il torace
notte dopo notte con sogni, con droghe, con incubi a occhi aperti, alcol e cazzo e balle-sballi senza fine,
che vagavan su e giù a mezzanotte per depositi ferroviari cheidendosi dove andare, e andavano, senza lasciare cuori spezzati,
Ho visto le migliori menti della mia generazione
che trombavano in limousine col cinese di Oklahoma su impulso invernale mezzonotturno illampionata pioggia di provincia,
che ciondolavano affamate e sole per Houston cercando jazz o sesso o zuppa,
e seguivan quel brillante spagnolo per coversar d'America e d'Eternità, tempo sprecato, e poi via per nave in Africa.
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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 17:16 :: on Mercoledì, 18 Aprile 2012

Ode al limone


Da quei fiori
sciolti
dalla luce della luna,
da quell’odore d’amore
esasperato,
immerso nella fragranza,
sorse
dall’albero del limone il giallo,
dal suo planetario
discesero i limoni sulla terra.

Tenera merce!
Si riempirono le costiere, i mercati,
di luce, di oro silvestre,
e aprimmo due metà
di miracolo,
acido congelato
che scorreva
dagli emisferi
di una stella,
e il liquore più intenso
della natura, intrasferibile,

vivo, irriducibile,
nacque dalla freschezza
del limone,
della sua casa fragrante,
dalla sua acida, segreta simmetria.

Nel limone i coltelli
han tagliato
una piccola cattedrale
l’abside nascosto
aprì alla luce le acide vetrate
e in gocce
scivolarono i topazi,
gli altari,
la fresca architettura.

Così, quando la tua mano
impugna l’emisfero
del tagliato
limone sul tuo piatto,
un universo d’oro spargi,
una coppa gialla
con miracoli,
uno dei capezzoli profumati
del petto della terra,
il raggio della luce ch’è diventato frutta,
il fuoco minuto di un pianeta.

Pablo Neruda
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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 21:58 :: on Mercoledì, 03 Novembre 2010

Ci sono anime ...

Ci sono anime che hanno
stelle azzurre,
mattini secchi
tra le foglie del tempo
e angoli casti
che conservano un vecchio
rumore di nostalgia
e di sogni.
Altre anime hanno
dolenti spettri
di passioni. Frutta
con vermi. Echi
di una voce bruciata
che viene da lontano
come una corrente
d'ombre. Ricordi
vuoti di pianto
e briciole di baci.
La mia anima è matura
da molto tempo
e si sgretola
piena di mistero.
Pietre giovanili
rose dal sogno
cadono sull'acqua
dei miei pensieri.
Ogni pietra dice:
«Dio è molto lontano!»

(8 febbraio 1920)

Federico Garcia Lorca

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 19:18 :: on Mercoledì, 13 Ottobre 2010

YUNUS EMRE (sec. XIII-XIV)

La Verita e come un immenso oceano e la Legge e come una nave fatta per lei.

Molti sono coloro che sono entrati nella nave ma sono pure rimasti sulla riva...

Per quanto sia salda la struttura della nave quando

le onde la percuoteranno la faranno a pezzi.

Quanto cerchi valicando montagne, frugando per terra,

 in affannosi lunghi viaggi e qui,

non nell'insensato peregrinare...e in te la moschea ed

il caravanserraglio, ma tu cammini a casaccio!

 

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 11:31 :: on Giovedì, 23 Settembre 2010

Equinozio d’autunno

La morte annuale della natura e il risveglio delle forze interiori di volontà si bilanciano nell’equinozio d’autunno. Esso segna un’inversione di polarità nella manifestazione delle forze divine, che nei mesi precedenti si erano espresse principalmente nelle forme della natura, nella luce trionfante del giorno e che ora incominciano a pervadere la libera volontà dell’uomo. Quando la luce del mondo declina, l’uomo inizia a percepire sé stesso come portatore di una luce invisibile, non soggetta a tramonto. In tal senso il “dramma spirituale” dell’equinozio ricapitola e sintetizza la vicenda della storia sulla Terra: fine dell’età dell’oro, oscuramento del divino nella natura, sorgere dell’autocoscienza, senso individuale di solitudine cosmica e di responsabilità.

Alfredo Cattabiani, Calendario Quel sentimento di malinconia, suggerito dalle foglie che ingialliscono e cadono, deve essere energicamente bandito. La nostalgia del passato, il lamento “tradizionalista” non si addicono all’uomo nobile (all’“arya&rdquo: egli sa che nel cosmo ciò che declina e muore è bilanciato secondo giustizia da ciò che sorge e si afferma. Nell’equinozio di autunno si celebra l’affermazione della volontà, la capacità “faustiana” di porsi obiettivi e di perseguirli.

L’elemento alchemico dell’autunno è il Ferro: al ferro materiale che ha forgiato la nostra civiltà tecno-industriale deve corrispondere il ferro spirituale della volontà, concretamente – e razionalmente – esercitata.

Gli Dei benedicono l’azione concreta, la volontà che si afferma in progetti ben definiti o che si volge alla formazione di sé (alla Bildung).

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 09:41 :: on Domenica, 19 Settembre 2010

 

Chiesi a Dio...

di essere forte per eseguire progetti grandiosi:

Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.

Domandai a Dio che mi desse la salute

per realizzare grandi imprese:

egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.

Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:

mi ha fatto povero per non essere egoista.

Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:

egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.

Domandai a Dio tutto per godere la vita:

mi ha lasciato la vita perché potessi apprezzare tutto.

Signore, non ho ricevuto niente di quello

che chiedevo,

ma mi hai dato tutto quello di cui avevo  bisogno e quasi contro la mia volontà.

Le preghiere che non feci furono esaudite.

Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini

nessuno possiede quello che ho io!

Kirk Kilgour

Preghiera scritta da famoso

campione olimpionico nella pallacanestro

rimasto paralizzato nel '76

 a seguito di un incidente durante un allenamento.

 La preghiera è stata letta dall'autore

in sedia a rotelle di fronte al Papa

durante il Giubileo dei malati a Roma.

 

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 14:21 :: on Giovedì, 26 Agosto 2010

Azad signore della pioggia.


Fiero,te ne stai
a guardare
la pioggia,
remoto,assorto
nei tuoi
pensieri.
Misteriosa
divinità, cara
agli imperscrutabili
Egizi.
Incantatore
della luna.
La tua maestà
freme dal timone
alle vibrisse.

 

Azad! 

Verde dei più bei smeraldi nei tuoi occhi.
Sultano del letto, ardito cacciatore, sensuale
la tua andatura elastica.
Grande maestro del rilassamento.
Acuto osservatore, nei tuoi baffi raggi
d'argento.
Scrutatore del cielo.
A che pensi quando immobile
Contempli le stelle?
Maestoso piccolo leone della
casa, Marco Polo dei gatti: tutto
questo ed altro sei tu: Azad!


 

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 13:45 :: on Sabato, 21 Agosto 2010

Indosso il mondo intorno a me.


Indosso il mondo intorno a me come
un vestito smesso dagli altri.
Indosso il mondo intorno a me,
come se avessi addosso dei cenci, brutti e sporchi.
Mi spoglio, lavo il mondo che ho indossato.
Cancello il fetore delle menzogne, rammendo i
buchi dell’ipocrisia, stiro le pieghe dell’arroganza.
Accorcio l’orlo del mondo che ho indossato.
Mi appunto una stella sul petto.
Mi specchio nelle fresche acque di una coscienza
tranquilla.
Cammino senza fretta, affamata di vita.
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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 06:01 :: on Martedì, 20 Luglio 2010

Solo il tempo

Il tempo è come la sabbia
del deserto
che corre impetuosa
e copre le dune
e le rughe della terra.

E proprio come la sabbia
riesce a scolpire in eterno
la bellezza della natura,
il tempo traccia nella
mia memoria il tuo
ricordo...
MADRE.

 

dal tuo amatissimo Giovanni

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 14:09 :: on Lunedì, 21 Giugno 2010

 Intorno al 21 giugno il sole celebra il suo trionfo, in quello che è il giorno più lungo dell'anno, ma che allo stesso tempo, rappresenta l'inizio del suo declino.
Infatti, dopo il Solstizio d'Estate, le giornate iniziano lentamente ma inesorabilmente ad accorciarsi fino al solstizio d'inverno, in quella che è la fase "calante" dell'anno.
Solstizio deriva dal latino solstat, "il sole si ferma", e, infatti, pare quasi che il sole indugi un po' in questa posizione prima di riprendere il suo cammino discendente. Il sole raggiunge la sua massima declinazione positiva rispetto all'equatore celeste, per poi riprendere il cammino inverso: inizia l'estate astronomica.

E' tempo in cui possiamo ricevere il massimo della potenza solare: la mistica forza che unisce cielo e terra è ora più forte.
Questa verità era conosciuta dagli antichi popoli che pare fossero a conoscenza del fatto che le "ley lines", le misteriose linee energetiche che solcano la superficie terrestre aumentano la loro carica energetica tramite la potenza solare. Anche monumenti come menhir, dolmen e cerchi di pietre erano forse focalizzatori artificiali del sistema energetico terrestre.
I cristalli possono essere potentemente caricati al solstizio e siccome il granito dei megaliti di Stonehenge contiene una grande quantità di quarzo, questo cerchio si attiva al Solstizio, generando un forte campo energetico. Non a caso la cerimonia del Solstizio d'Estate è la festa più elaborata e più famosa compiuta dai moderni ordini druidici, che la celebrano ogni anno appunto a Stonehenge (nel 1999 sono ripresi i rituali dopo una sospensione di dieci anni decretata nel 1988 dalle autorità britanniche per motivi di ordine pubblico).

Il Neo-Druidismo chiama il Solstizio d'Estate Alban Heruin, "Luce della riva". Infatti, la festa è al centro dell'anno, al suo volgere, così come la spiaggia è il luogo d'incontro di mare e di terra dove i due confini si uniscono. Nelle tradizioni antiche la "terra" era la zona astronomica al di sopra dell'equatore celeste e l' "acqua" quella inferiore. Il sole trovandosi nel loro punto d'incontro è come sulla riva del mare.

Mazzetti di erbe collocati sotto il cuscino favoriscono i sogni divinatori: le erbe giocano un ruolo di primo piano nelle tradizioni solstiziali e di San Giovanni. Si raccolgono piante aromatiche da bruciare sui falò solstiziali, piante che danno poco fumo e hanno un buon aroma, come timo, ruta, maggiorana. È comune credenza che moltissime piante raccolte in quest'epoca abbiano poteri quasi miracolosi.
Il vischio è una pianta solstiziale molto importante nella tradizione celtica: secondo lo scrittore romano Plinio pare che gli antichi Druidi raccogliessero questa pianta con un falcetto d'oro, strumento che univa la forma lunare al metallo solare. I rami di vischio al Solstizio d'Estate assumono un aspetto dorato, il famoso Ramo d'Oro dei miti.
Il sambuco tagliato la vigilia del Solstizio, sanguina nelle leggende britanniche.
Il seme di felce permetteva di trovare tesori nascosti, mentre il leggendario fiore di felce (che non esiste, al pari del seme, in quanto la felce è una pianta pteridofita, cioè che si riproduce tramite spore) rendeva invisibili i suoi fortunati raccoglitori.
In tutti i paesi europei si raccolgono erbe ritenendole impregnate di miracolose virtù: la verbena porta prosperità, mentre l'artemisia sacra ad Artemide sorella di Apollo, protegge dal malocchio.
Si riteneva in particolare che l'energia solare si raccogliesse in fiori come la calendula o l'iperico, la miracolosa "erba di San Giovanni".

Proprio tutte queste virtù magiche che terapeutiche attribuite alle piante, spiegano l'abbondare di leggende riguardanti coloro che più di ogni altra persona conoscevano le erbe magiche: le streghe.
L'usanza antica di certe donne di recarsi nude a raccogliere erbe ricorda antichi riti in cui le donne andavano nude nei campi per propiziare il raccolto, spesso danzando. Forse dietro le storie dei raduni di incantatrici e di fattucchiere nella notte di mezza estate, si cela anche il ricordo dei riti solstiziali celtico-germanici intorno ad un albero (il noce di Benevento!) o delle feste licenziose in onore della dea Fortuna nell'antica Roma che si tenevano appunto il 24 giugno: ricchi e poveri, liberi e schiavi, accorreva ai templi, banchettava e danzava.
Fortuna è la Dea della casualità assoluta, del caos benefico e rigeneratore. La somiglianza di queste feste con i Saturnali del Solstizio d'Inverno fanno del Solstizio Estivo una sorta di capodanno o di carnevale, un periodo "caotico" in cui il cosmo si rinnova e si ricrea, con conseguente rimescolamento dei ruoli sociali e capovolgimento delle norme morali. In questo benefico caos assumono rilievo i due elementi primordiali del fuoco e dell'acqua, contrapposti ma pur sempre complementari, dove il primo simboleggia i poteri della divinità maschile e la seconda quelli della divinità femminile (o, se si preferisce il Sole e la Luna).

L'acqua del Solstizio è direttamente collegata alla luna e al segno del Cancro: significativamente il glifo di questo segno zodiacale è composto da due segni spiraliformi che si oppongono in un simbolo simile allo Yin-Yang orientale, forse indicanti le due metà dell'anno che ora si incontrano.
Nelle celebrazioni solstiziali l'acqua è rappresentata dalla rugiada o "guazza di San Giovanni", cui sono attribuiti poteri miracolosi: fare ricrescere i capelli, ringiovanire la pelle o addirittura propiziare la fertilità. Non era raro che molte giovani donne si bagnassero nude nei prati con la magica rugiada la notte di San Giovanni.

Il fuoco viene simboleggiato dai falò accesi un po' ovunque in Europa nella notte solstiziale. Sono simboli solari e accenderli significa rafforzare l'energia dell'astro che d'ora in avanti va declinando. Un'altra interpretazione esalta il loro valore purificatorio, con cui vengono scacciati gli spiriti maligni e le malattie. Non bisogna dimenticare infatti che in questo periodo caotico, di "passaggio", così come gli esseri umani hanno libero accesso a regni e poteri soprannaturali, così anche le entità malefiche possono vagare indisturbate per il nostro mondo.
Nel folklore nord-europeo la vigilia di San Giovanni è una delle tre "notti degli spiriti" insieme alle vigilie di Calendimaggio e di Hallowee'en/Samhain. Ad ogni modo tutte le tradizioni popolari europee vedono l'accensione di fuochi sulle colline, processioni notturne con fiaccole e ruote infuocate gettate lungo i pendii.
Si danza intorno ai falò e si salta sulle fiamme quando queste si abbassano.

In Scandinavia il falò del Solstizio era il "fuoco di Baldur". Baldur, figlio di Odino, era il giovane dio che veniva ucciso nel fiore degli anni e probabilmente nell'antichità si sacrificavano uomini per rappresentarne la morte. Forse Baldur era uno spirito della vegetazione, lo spirito della quercia celebrato da alcuni miti nordici e celtici. Infatti, le leggende narrano di una lotta eterna tra due opposte divinità, il Re della Quercia e il Re dell'Agrifoglio, dove il primo rappresenta il Dio dell'anno crescente (cioè della metà dell'anno in cui la luce solare prevale sulle tenebre notturne) e il secondo raffigura il Dio dell'anno calante (la metà dell'anno in cui la notte prevale sul giorno).
Se in inverno era il Re dell'Agrifoglio a soccombere, a Litha-Casmaran era il Re della Quercia a dover cedere di fronte all'avversario. E questo spiega perche i fuochi solstiziali erano alimentati con legno di quercia... la quercia fiorisce intorno a Casmaran e segna il passaggio tra anno crescente e anno calante.
La morte estiva del Re della Quercia aveva varie forme: bruciato vivo, accecato con un ramo di vischio o crocifisso su una croce a T.

L'idea di due divinità o di due re che combattono eternamente tra loro appare in molte culture. Ma se nelle mitologie più antiche il signore abbattuto risorgeva ogni anno, in modo che la luce e l'oscurità regnassero in equilibrio tra loro, in tutti questi miti più tardi, probabilmente per influenza dei culti solari legati alla regalità, la vittoria dei personaggi "luminosi" è sempre definitiva e la morte di quelli “oscuri” senza appello.
Nelle leggende riguardanti il duello eterno dei due re appare spesso una figura femminile che rappresenta la Dea, la quale non combatte, non si schiera e non soccombe ma costituisce un perno immobile tra le due figure, simbolo della Morte in Vita.
Infatti, anche se ora la terra è esuberante nella sua fertilità, è pur sempre uno zenith transitorio in cui la Natura presiede alla morte del Re della Quercia e all'insediamento del suo oscuro ma necessario gemello.

Litha (dal nome della dea sassone del grano affine a Demetra e a Cerere ) rappresenta anche il ciclo agricolo incentrato sui cereali. Nelle Isole Britanniche questo ciclo venne narrato nella storia di John Barleycorn (lo spirito dell'orzo) che vive dalla semina fino al momento della sua morte ad opera della falce, ma che poi rinasce dal suo stesso seme, in un ciclo senza fine ma con momenti ben definiti, caratterizzati da celebrazioni rituali. In questo ciclo il Dio muore e discende agli inferi dove la Dea della Terra lo soccorre e lo fa rinascere.

Litha non è una festa di carattere esclusivamente maschile: nella celebrazione del Solstizio d'Estate è uso onorare sia il Dio che la Dea.
Pare che in questo periodo i culti relativi alla Dea Diana, divinità strettamente legata alla luna, entrassero in grande fermento. Ad essa ed alle altre dee lunari era associata infatti la famosa rugiada che si raccoglieva all'alba del Solstizio d'Estate, liquido dalle grandi proprietà magiche.

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 21:04 :: on Sabato, 12 Giugno 2010

 

 

 

 

Perché scrivo?

 

Scrivo per ritrovarmi

quando mi sono persa?

Scrivo perché ho fatto

un pezzo di strada, con

un passerotto?

Scrivo perché sento

l’amore nella gente,

gente che ho mai

guardato negli occhi

e mi ha mostrato

il cuore.

Scrivo nel cielo

parole che verranno

cancellate dalla pioggia

dalle lacrime e

da grandi risate.

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 09:17 :: on Domenica, 30 Mag 2010
Ho "sentito"
 
Ho "sentito"
squarciare l'anima di un bambino
strappandogli l'innocenza.

Ho "sentito"
un sorriso dissolversi
nella disperazione,
la gente andare a fondo
e la vita schiacciarli come serpenti.

Ho "sentito"
la notte scendere sul cuore di molta gente,
mentre ciechi e sordi ne hanno fatto da spettatori
vestiti con l'abito dell'indifferenza,
senza scaldarne l'esistenza.

Ho "sentito"
la notte rubarsi i sogni
e il grido del silenzio
ha coperto ogni melodia
regalando all'alba solo l'angoscia.

Ho "sentito"
urla disperate in mezzo la guerra,
una madre pregare, chiedere clemenza
piegandosi in due sulla tomba di un figlio,
dolori e angoscia senza tregua.

Poi ho "sentito"
l'odio abbracciare l'amore,
il dolore inchinarsi
al sorriso di un bimbo,
il travaglio partorire la felicità,
la speranza coprire la disperazione.

Ho "sentito"
l'animo di chi nella vita crede,
combattere con determinazione
ogni tempo e ogni dolore.
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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 21:39 :: on Martedì, 18 Mag 2010

Già avvolti nel tricolore.

   

Già avvolti nel tricolore, tornate a casa con tuttigli onori.

Già avvolti nel tricolore, chi vi ha accolto compunto,

fingendo dolore, presto vi dimenticherà.

Già avvolti nel tricolore,c’erano cuori che

palpitavano, speranze sogni, e parole d’amore,

sussurrate, scritte, inviate a chi

 non riesce a farsene una ragione.

Già avvolti nel tricolore, i vostri corpi esangui,

composti da mani estranee, pensavano di

tornare a casa con meno clamore.

 

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 13:57 :: on Sabato, 01 Mag 2010

Preghiera per benedire un Bambino
-Canto Pawnee-

Grande Spirito,
Sfioralo con il Tuo Respiro!
Sfioralo con il Tuo Respiro!
Tu che gli hai donato la vita.
Donagli una lunga vita.
Per questo Ti preghiamo, Padre!

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 13:55 :: on

 

"TUTT GLI ESERCITI SONO UGUALI..."

Tutti gli eserciti sono uguali
E' quel che sembra e non quel che vali
L'artiglieria fa il solito rumore
Attributo dei giovani è il valore
Stanchi sono gli occhi dei vecchi soldati
Gli rifilano le solite menzogne
Le mosche han sempre amato le carogne

Ernest Hemingway

 

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 13:45 :: on

L'anima di una persona è nascosta in uno sguardo per questo abbiamo paura di farci guardare negli occhi.

Jim Morrison

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 20:32 :: on Sabato, 24 Aprile 2010

[...] se uno ha successo, lo circonda una folla di amici, mentre rimane solo se cade in disgrazia: gli amici fuggono al momento della prova; per questo ci sono tanti esempi infami di persone che abbandonano l'amico per paura, e di altre che per paura lo tradiscono. L'inizio e la fine fatalmente concordano. Chi è diventato amico per convenienza, per convenienza finirà di esserlo. Se nell'amicizia si ricerca un utile, per ottenerlo si andrà contro l'amicizia stessa.

Seneca

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 22:11 :: on Martedì, 13 Aprile 2010

Cammino e sento brevi e veloci passi dietro a me.

D’un tratto una manina fragile e minuta si intreccia alla mia.

Un bimbo biondo dagli occhi chiari mi prende per mano.

Chi è che mi sta accanto e mi segue ovunque vado? Perché ha scelto proprio me?

Eppure a guardare meglio questa figura mi sembra familiare,

ma quando ho già conosciuto questo bambino?

I tratti sono simili ai miei, l’espressione degli occhi,

anche quel sorriso è inconfondibile!

Sì sono proprio io all’età di 4 anni.

Quante cose posso raccontare a quel fanciullo ancora così giovane e immaturo?

Ma in realtà, chi dei due deve imparare, chi è il maestro e chi il discepolo?

Io conosco il futuro che lo attende, ma lui conosce molto di più.

Io ho la forza dell’esperienza e degli errori commessi, ma lui detiene una forza molto maggiore, la Forza dello Spirito.

Malgrado l’impegno non trovo nulla da insegnare o consigliare a questo ragazzino perché ogni suo futuro passo, seppure errato, risponderà alla logica conseguenza di un destino costruito giorno per giorno, esperienza dopo esperienza.

Se non posso aiutarlo a modificare il suo corso poiché è già in potenza il me di oggi, quale insegnamento si cela dietro a questa straordinaria esperienza?

Quale strano gioco del destino ci ha fatto incontrare?

E’ forse lui il mio maestro?

Dove mi vuole condurre con quest’aria così tenera e innocente?

Il bambino che è in me mi ha teso la mano per ricondurmi sulla via della saggezza, della dolcezza e della spontaneità perdute in tutti questi anni. Qualità ormai dimenticate nel mondo di oggi, ma che ci stanno aprendo le porte al mondo di domani.





Il bambino che è in me mi sta introducendo nel nuovo “Magico Mondo dello Spirito”.

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 09:54 :: on Sabato, 10 Aprile 2010

 

 

 

Né mistero né dolore

Né mistero né dolore
né volontà sapiente del destino:
sempre quell'incontrarci ci lasciava
l'impressione di una lotta.

Ed io, indovinato dal mattino
l'attimo del tuo arrivo,
percepivo nei palmi socchiusi
il morso leggero di un tremito.

Con dita arse sgualcivo
la variopinta tovaglia del tavolo...
 

Capivo fin da allora
quanto è angusta questa terra.

Anna Andreevna Achmatova

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 11:37 :: on Sabato, 20 Marzo 2010

Imbolc

Imbolc, che letteralmente significa "in latte," tradizionalmente segnava il periodo della lattazione delle pecore e delle mucche. Le pecore non producono latte fino a dopo la nascita degli agnelli, che accade in questo periodo. Poiché il latte era molto importante per la sopravvivenza delle tribù, questo era un periodo di grande gioia. Significava che la fine di un inverno lungo era in vista e i pascoli erano di nuovo verdi.

Durante i rituali di Imbolc era consuetudine versare latte (o crema) sopra la terra. Questo era fatto in ringraziamento, come un'offerta di nutrimento, e per propiziare il ritorno della fertilità e generosità della terra (il ritorno della Primavera). Imbolc era celebrato in onore di Brighid o Brid, anche conosciuta come Brigid, Brigit, o Bride, nel suo aspetto di fanciulla. Brighid era la figlia di Dagda.

Imbolc era la seconda delle quattro grandi Feste del Fuoco, con l'accento messo sulla Luce del fuoco. A Imbolc Brighid era fecondata col seme del Sole. Conteneva la promessa di nuova vita, come i semi nella terra che iniziano a risvegliarsi in questo periodo, con la promessa della Primavera e di nuova vita per il pianeta. Così Inbolc era un tempo di risveglio, promessa e speranza nella primavera vicina.

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 22:54 :: on Giovedì, 11 Marzo 2010

Osservare l'odio: un brano di Krishnamurti

 

 

"Nessuno ti può insegnare ad amare. Se si potesse insegnare l’amore i problemi del mondo sarebbero molto semplici, no?... Non è facile imbattersi nell’amore. È invece facile odiare e l’odio può accomunare le persone... Ma l’amore è molto più difficile. Non si può imparare ad amare: quello che si può fare è osservare l’odio e metterlo gentilmente da parte. Non metterti a fare la guerra all’odio, non star lì a dire che cosa orribile è odiare gli altri. Piuttosto, invece, vedi l’odio per quello che è e lascialo cadere... La cosa importante è non lasciare che l’odio metta radici nella tua mente. Capisci? La tua mente è come un terreno fertile e qualsiasi problema, solo che gli si dia tempo a sufficienza, vi metterà radici come un’erbaccia e dopo farai fatica a tirarla via. Invece, se tu non lasci al problema il tempo di metter radici, allora non sarà possibile che esso cresca e finirà, piuttosto, con l’appassire. Ma se tu incoraggi l’odio e dai all’odio il tempo di mettere radici, di crescere e di maturare, allora l’odio diventerà un enorme problema. Al contrario, se ogni volta che l’odio sorge tu lo lasci passare, troverai che la mente si fa sensibile senza diventare sentimentale. E perciò conoscerà l’amore".

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 06:37 :: on Mercoledì, 10 Marzo 2010

 

Una bella donna non è colei
di cui si lodano le gambe o le braccia,
ma quella il cui aspetto complessivo 
è di tale bellezza
da togliere la possibilità
di ammirare le singole parti.
(Seneca)

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 15:47 :: on Martedì, 09 Marzo 2010

 

Orlo

La donna è infine perfetta.
Il suo corpo
Morto porta il sorriso del compimento
L’illusione di una greca necessità
Fluisce, nelle pieghe della sua toga,
I suoi piedi
Nudi sembrano dire:
Abbiamo camminato tanto, è finita.
Ogni bimbo morto, riavvolto, bianco serpente
Uno ad ogni piccola
Brocca di latte, ora vuota
Li ha piegati
Di nuovo nel corpo di lei come petali
Di una rosa si chiudono quando il giardino
S’intorpidisce e odori sanguinano
Dalle dolci, profonde gole del fiore notturno.
La luna non ha nulla di cui essere triste,
fissando dal suo cappuccio di osso
è abituata a questo tipo di cose.
Le sue macchie nere crepitano e tirano.

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 15:45 :: on Venerdì, 26 Febbraio 2010
"TUTT GLI ESERCITI SONO UGUALI..."

Tutti gli eserciti sono uguali
E' quel che sembra e non quel che vali
L'artiglieria fa il solito rumore
Attributo dei giovani è il valore
Stanchi sono gli occhi dei vecchi soldati
Gli rifilano le solite menzogne
Le mosche han sempre amato le carogne

Ernest Hemingway
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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 19:56 :: on Giovedì, 25 Febbraio 2010

 

 

 

Quando saprai che sono morto

Quando saprai che sono morto
non pronunciare il mio nome
perché si fermerebbe
la morte e il riposo.
Quando saprai che sono morto di
sillabe strane.
Pronuncia fiore, ape,
lagrima, pane, tempesta.
Non lasciare che le tue labbra trovino le mie dieci lettere.
Ho sonno, ho amato, ho
raggiunto il silenzio.

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 09:32 :: on Martedì, 16 Febbraio 2010

NON SVEGLIATELA

(NEDEJTE JA RAZBUZHDA)



Nel grembo della notte la mia anima si addormenta:
non svegliatela.
Estranea a tutti,
un’orfana errante in questo mondo,
lei forse muore nel grembo della notte:
non svegliatela!

Sotto il suo manto, portato dagli astri - angeli,
la notte veglia, malinconica.
Stringendo al petto, tristemente
carezzando la malata,
col suo manto, portato dagli astri piangenti,
la notte veglia, malinconica.

Con gli occhi chiusi dorme l’orfana, la mia anima,
sorride calma.
La notte si placa,
tace, china ed esanime:
muore l’orfana, con gli occhi chiusi,
e sorride calma.

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 12:37 :: on Domenica, 14 Febbraio 2010

Sognato per l'inverno

A Lei

D'inverno, andremo in un piccolo vagone rosa

 Con i cuscini blu. Staremo bene.

Un nido di folli baci riposa In ogni morbido cantuccio.

Chiuderai gli occhi, per non veder, dal finestrino, Le ombre della sera ghignare,

Quelle arcigne mostruosità, plebaglia

Di neri demoni e neri lupi.

 Poi ti sentirai la guancia graffiata…

Un piccolo bacio, come un ragno impazzito,

Ti correrà sul collo…

E mi dirai "Cerca!" chinando la testa,

 - E perderemo tempo a cercare quella bestia -

Che viaggia tanto…

(Arthur Rimbaud)

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https://www.facebook.com/video.phpv=10202403270595969 Posted by maria grazia :: at 08:46 :: on

L'uragano 

  L'uragano tutto svelle intorno a me
L'uragano svelle in me foglie e parole futili.
Turbini di passione sibilano in silenzio
Ma pace è sul tornado arido, sulla fuga della stagione delle piogge!

Tu Vento ardente Vento puro, vento della-bella-stagione, brucia ogni fiore ogni pensiero vano
Quando la sabbia ricade sulle dune del cuore.
Anvella, ferma il tuo gesto di statua e voi, fanciulli, fermate i vostri giochi e le vostre risa d'avorio.
A te consumi la voce insieme col corpo, secchi i profumo della tua carne
La fiamma che illumina la mia notte, come una colonna e come una palma.
Infiamma le mie labbra di sangue, Spirito soffia sulle corde della mia kôra
Che si levi il mio canto, puro come l'oro di Galam.

Léopold Sédar Senghor

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Le mie letture : La profezia della curandera.
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La regina dei castelli di carta.
Canzoni preferite :Zucchero.Ron. Vasco Rossi.Janis Joplin, Pink Floyd.
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Ultimo Film visto : La seduzione del male. Il miglio verde. Tutto su mia madre. Il monaco.L'attimo fuggente. Il segno della libellula. Ladyhawke. Calendar Girls.Scoprendo Forrester
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ODIO:: Correre, non avere mai tempo.
Gli uomini che si tingono i capelli.
Chi dice :"Lei non sa chi sono io".
Restare chiusa in ascensore.
Restare senza sigarette.
Il rubinetto che gocciola.
Chi ti da consigli non richiesti.
Chi bada solo alle apparenze.
Chi non si fa mai un bel tegame di cazz.. suoi
Le zanzare.
La volgarità.
AMO :: I gatti, l'arcobaleno, le storie misteriose e le favole.
Il profumo della legna che brucia.
l'odore dei panni stesi al sole.
Prendermi cura dei fiori e delle piante.
Le candele e le essenze profumate: verbena, tuberosa, lavanda, cannella.
Gli angeli.
Chi è un pò folle.
Le sincronicità, la leggerezza.
QUOTE
Ascolta, viandante benvenuto chiunque tu sia: rispetta questo luogo come spazio dove sostare con amicizia

Tra il reale e l'irreale c'è una porta: quella porta siamo noi...The doors
Jim Morrison

Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.
"George Orwell"

"Fatti non foste a vivere come bruti ma per seguir virtute e conoscenza".
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120)

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